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Werner Nussbaumer: «Mi candido al Consiglio federale»

Con la sua Lega Verde il medico della canapa torna ai vecchi amori, la politica e l’ambientalismo, e dice: «A 70 anni mi rimprovero di non essere stato abbastanza duro e radicale»

GRAVESANO – «Werner Nussbaumer». Il nome del medico di Gravesano risuonerà mercoledì prossimo sotto la cupola di Palazzo federale a Berna. Almeno una volta. E con una possibilità di venir eletto probabilmente più bassa del tenore di THC nella canapa light. Ma la sua sorprendente discesa in lizza nella corsa alla successione di Doris Leuthard e Johann Schneider-Ammann mira essenzialemente ad attirare l’attenzione su un tema caldo: «Chiederò di parlare davanti all’assemblea federale. Il che non sarà facile, ma non demordo. La legge permette ad ogni cittadino di candidarsi e io ne approfitto per lanciare alcuni messaggi» spiega Nussbaumer.

Lei, dottore, da alcuni mesi si è rimesso in politica, a 70 anni, fondando un movimento che ha chiamato Lega Verde? Verde canapa o verde ambiente?

«Sono stato presidente dei Verdi ticinesi e da anni mi dedico all’ambiente e alla salute. Temi che, a livello svizzero, registrano risultati estremamente negativi. Il mondo sta morendo e il nostro Paese con esso. L’inquinamento peggiora, le specie animali spariscono, l’aria è inquinata e le persone si ammalano».

Qui sta parlando il medico?

«Certo sono molto preoccupato. E a peggiorare la situazione e lo stress, che deriva anche dal lavoro, è un altro dei fattori».

La sua ricetta rimanda al suo cavallo di battaglia. Parlerà anche di canapa terapeutica a Berna?

«La canapa è il miglior nutraceutico, ossia integratore alimentare, esistente. È una sostanza che fa bene alla salute, ma è stata inventata dalla natura. All’opposto troviamo le sostanze farmaceutiche, che dovrebbero far bene ma hanno molteplici effetti secondari. Dobbiamo andare verso una medicina più naturale. Meno inquinamento, meno stress e meno consumi».

Sembra un programma elettorale. Chiuda gli occhi e si immagini consigliere federale. Quale sarebbe la sua prima decisione forte?

«Per ridurre l’inquinamento dell’aria mi batterei per dei trasporti pubblici completamente gratuiti. Ma investirei anche fortemente sulla medicina preventiva che fa bene alla salute e all’economia riducendo le spese per l’invalidità. Oggi, invece, 9 franchi su 10 vanno alla medicina curativa. Bisogna invertire la rotta».

Perché torna a cavalcare, politicamente, l’ambientalismo?

«Perché negli anni 70 e 80 eravamo leader nelle politiche ambientali e oggi siamo all’ultimo posto al mondo. Superati anche dall’Italia con le energie alternative».

A cosa sarebbe dovuto questo ribaltamento?

«Perché una volta i Verdi erano attivi, si organizzavano manifestazioni, ad esempio a Gösgen contro il nucleare. Adesso si sono seduti al tavolo del Parlamento e questo inattivismo ha dato il via libera alle politiche inquinanti sostenute dalla destra».

La sua candidatura che significato ha?

«Con la mia persona voglio sottolineare che è il momento di eleggere un ambientalista in Consiglio federale. È ora. Abbiamo già aspettato troppo. Ci sono problemi come la salute, l’ambiente e il traffico che aspettano risposte e nessuno fa nulla. Ne va della sopravvivenza nostra e di chi verrà dopo di noi».

La canapa terapeutica è stata abbastanza sdoganata, il mercato della canapa leggera è in crescita. “La rivoluzione della canapa”, titolo di un suo libro, pare avviata. E allora perché tornare in politica a 70 anni? Per raccogliere i frutti?

«Sono specialista nell’anti-invecchiamento, per cui a 70 anni mi sento in grande forma. È solo l’inizio, perché mi sento responsabile di quelli della mia generazione che hanno provocato il disastro ambientale. Ho un solo rammarico…».

Quale?

«Da giovane, quando facevo propaganda per i Verdi, mi dicevano: “Non devi esagerare a fare il catastrofista, perché spaventi la gente!”. Allora prevedevo che lo sconquasso attuale arrivasse nel 2050. Sono stato troppo moderato. A 70 anni mi rimprovero di non essere stato abbastanza duro e radicale».

Quello di settimana prossima può essere letto come un piccolo aperitivo di campagna per la sua Lega Verde che sarà in corsa alle prossime elezioni cantonali. Cosa succederà ad aprile?

«Prevedo un terremoto in governo dove sicuramente un seggio salterà. Più probabilmente quello del Ppd, ma anche il Ps rischia. Entrambi sono a rischio».